Parco di Bedolina/Seradina 6 settembre 2011 Capo di Ponte
Se grazie potrebbe essere il punto d’avvio di questo racconto quel che sta dentro quella giornata è davvero molto
ci siam fidati
abbiamo davvero creduto di poter fare insieme questa esperienza pur non conoscendoci affatto
abbiamo camminato insieme
e camminando scoperto la nostra diversità
la bellezza della nostra diversità
abbiamo parlato
e parlando, ciascuno a suo modo
si son sentite parole pregne di alterità
se un gregge ha un dinamica di movimento e di relazione complessa con il territorio attraversato e tutto quanto gli sta attorno
eravamo davvero un bel gregge
la mia curiosità infinita verso il diverso da me
incolmabile, e che prima di avere tre figli, coincideva con un sentimento di solitudine infinita
mi porta a guardare agli incontri
con grande attesa
vi ho ascoltato, guardato, annusato, toccato
ho cercato di leggere tra le pieghe del vostro viso ciò che le parole non dicono
e ho imparato molto
ho pototuto avvertire i limiti del mio orizzonte
l’ottusità delle mie spiegazioni
ho assorbito la vostra capacità di partecipazione
ho raccolto la vostra capacità di visione
ho riappreso l’importanza del fare esperienza di…
e quelle figure, la loro storia, le pratiche che le hanno prodotte
e quella particolare e quasi mistica emersione di un segno sino ad apparirci in tutta la sua ricchezza
si son riempiti di significato e di altre storie
le vostre, le nostre
mi ricordo persino che i panini al prosciutto avevano poco prosciutto dentro, quel giorno
ma che mangiare insieme e sempre una gran bella abitudine
che qualcuno di voi ha pensato che avessi un cane vedendo dove bevevo
che le betulle si potevano chiamar per nome
che c’è stato un masso Nember
che avevo paura
paura di sbagliare, di offendere, di non essere all’altezza
e di ritorno a casa
le mie membra non riuscivano a contenere
a placare, a mettere in un angolo le e-mozioni
e lasciare che la vita continuasse a scorrere:
mamma disegni con me?!
Elena
